STORIA / greci e romani

Anche per i Greci la musica aveva origine divina: la lira, lo strumento simbolo nazionale, era attribuita al dio Mercurio che l’aveva ricavata dal guscio di una testuggine marina sul quale aveva teso strisce di budello seccate al sole.

Al di là dei miti, anche Pitagora (571-497 a.C.) dava grande importanza alla musica. Per lui l'universo è il risultato di esatti rapporti matematici riconoscibili nella perfetta armonia della natura. I caratteri dell’armonia musicale sono gli stessi dell’armonia cosmica e quindi la musica è il mezzo diretto per conoscere la suprema armonia, cioè dell’Assoluto.

Per questo i Greci attribuirono alla musica grande importanza sociale, non solo in quanto arte, ma anche come disciplina indispensabile alla formazione morale e intellettuale dei cittadini. Essa occupava quindi un posto di preminenza nell’insegnamento scolastico.

Ascolto: Epitaffio di Sicilo 
(scheda con notizie-testo-melodia e audio filmato relativo)

 

A differenza di altre civiltà antiche, quella di Roma non produsse uno stile musicale proprio, ma seppe piuttosto assimilare e adattare gli stili delle diverse culture con le quali venne via via a contatto. Popolo inizialmente sobrio nei costumi e negli svaghi, preferiva le attività fisiche alla musica, ritenuta arte frivola ed effeminata. 

Con l’ampliarsi però dei confini, con la diffusione della ricchezza del benessere, questo modello di vita si modificò e, specialmente per l’influenza della cultura greca, anche a Roma si diffuse il gusto per la musica. 

I musicisti acquistarono così crescente considerazione e i “virtuosi” erano lautamente pagati. I famosi iaculatores, che si esibivano nelle vie e nelle piazze di Roma, mescolavano canti e musica a giochi di prestigio e acrobazie, precorrendo così i giullari medioevali.

Va però ricordato come, proprio per il suo carattere cosmopolita e polo di  attrazione di tutta l’area mediterranea, europea e medio-orientale, Roma divenne punto di riferimento per il Cristianesimo e quindi centro della Chiesa nascente, un dato storico fondamenale anche per la musica.

L’affermarsi della religione Cristiana dette infatti vita a un nuova musica, cui contribuirono i fedeli delle numerose province dell’Impero. Dapprima furono semplici ed umili canti, intonati con un profondo contenuto spirituale, ma da cui prese poi forma, nei secoli successivi, il fulcro medioevale della musica europea: il canto gregoriano.