REGOLE / pulsazione e ritmo

Gli eventi musicali accadono nel tempo, tempo inteso non solo come il periodo della durata di un brano, ma anche e soprattutto come il fattore organizzativo della musica, inteso come pulsazione, ossia la costante successione di suoni uguali (detti anche battiti, movimenti, tempi) e con andamento regolare.

Essa può avere accenti più o meno marcati, può rallentare o accelerare, ma deve mantenere una sensazione di regolarità e rappresenta un vero e proprio cuore della musica.

Per molte persone la pulsazione è l'idea stessa di musica, al punto che i brani in cui essa è irregolare o assente appaiono loro come una sequenza di suoni senza senso, che non sono musica.

Le pulsazioni sono regolate da un metronomo meccanico o digitale. Impostando un metronomo a 60 battiti al minuto abbiamo la stessa scansione dei secondi di un orologio e dopo 86.400 pulsazioni ci ritroveremmo alla stessa ora del giorno dopo.

Seguendo un metronomo, possiamo suonare a una velocità costante tra i 40 e i 220 battiti al minuto.

Sempre legato ai caratteri di regolarità e ripetitività dei tempi musicali abbiamo un altro importate elemento: il ritmo, che rispetto alla pulsazione ne è una espressione evidente e complessa. Prova a scandire la pulsazione alla base del ritmo proposto dal video che segue e capirai la differenza.

Come s'è visto una pulsazione può anche essere assente o poco evidente, ma in ogni caso ne intuiamo la presenza. Un ritmo è invece chiaramente espresso da uno o più strumenti (nel vodeo da mani, voci e suoni corporei), ed è fatto di suoni e pause di diversa durata immediatamente percepibili all'ascolto.