REGOLE / melodia e scale

Quando cantiamo una canzone noi stiamo riproducendo la melodia di quel brano. Ciò vale ovviamente anche se la suoniamo con uno strumento. La melodia è dunque il tema, il motivo che ci permette di riconoscere un brano, di distinguerlo da altri, diciamo che è la foto sulla carta d'identità di una musica.

Tecnicamente la melodia è una sequenza di suoni le cui altezze e durate sono state precisate dall'autore. Tutto qui, per noi può bastare, ma come vedremo si deve tenere sempre presente che dietro questa semplice definizione ci sono secoli di evoluzione teorica e pratica, ci sono regole musicali che cambiano.

La prima regola di una melodia è la scala a cui essa "appartiene", il suo riferimento più importante, la classe di suoni da cui essa ricava la sua sequenza. Qualsiasi brano i cui suoni sono presi e "ordinati" dal grave all'acuto, o viceversa, va a ricomporre la scala, o le scale, della sua melodia.

Ma qui la cosa si complica perchè, come dicevamo, nella nostra storia le scale sono parecchie, ognuna con la sua specificità culturale, legata cioè a un'epoca o a un certo tipo di musica. Noi ci limiteremo alle principali, dovendo però spiegare prima l'elemento che caratterizza una scala: la disposizione dei suoi intervalli.

Tutti sanno che la sequenza Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do rappresenta la nostra scala musicale. Vero certo, ma primo non ci dice niente dei suoi intervalli, secondo non è la scala, ma solo una scala e precisamente la scala maggiore di DO. Analizziamola meglio allora con la seguente figura.

Una scala si definisce come una successione graduale di un dato numero di suoni, che dividono in altrettante parti l'intervallo di ottava. Nel caso in esame la scala è una successione di 7 suoni distinti, con in più la ripetizione del primo suono (Do) però più acuto.

Si dice che siamo all'interno di un intevallo di ottava perchè dal Do inferiore al Do superiore ci sono otto gradini, detti gradi di una scala, mentre la distanza tra due gradi vicini (o consecutivi) può essere di tono (T) o di semitono (sT).

Nel nostro sistema temperato equabile, il semitono, ossia l'intervallo minimo tra due altezze (o frequenze) sonore, è la metà di un tono. La diversa disposizione di T e sT nell'ottava genera diversi tipi di scala e, di conseguenza, diversi caratteri della melodie e delle armonie che fanno loro riferimento.