REGOLE / contrappunto e armonia

In musica con il termine contrappunto si va a indicare la presenza in un brano di più linee melodiche simultanee e autonome, ognuna con un suo senso compiuto se estrapolate dal loro intreccio polifonico. Il termine deriva dal latino punctus contra punctum, ovvero nota contro nota, ognuna delle quali viene scelta e considerata nel suo sviluppo orizzontale, ossia facenti parte di una sequenza cantabile ed espressivamente autonoma.

Il contrappunto è quindi una tecnica polifonica in cui ad un cantus firmus, una melodia tratta dal repertorio gregoriano, si aggiungono una o più melodie, secondo regole che si sviluppano tra l'XI e il XVIII secolo. Le melodie aggiunte erano spesso create su un'idea imitativa, che ricordasse cioè il cantus firmus originario. Nel contrappunto l'effetto di accordo dato dal sovrapporsi delle diverse voci è quindi in un certo senso incidentale, non appositamente studiato.

L'intera epoca della musica europea dal X alla fine del XVI sec. si caratterizza per lo sviluppo di una polifonia contrappuntistica sempre più complicata. Dal '600 in poi però i musicisti avvertono la necessità rifondare la polifonia sulla base di un sistema di regole più semplice e comprensibile un pubblico più vasto.

Si passa così da una polifonia centrata sulla indipendenza delle melodie, sulla dimensione orizzontale dei suoni, a una polifonia attenta alla loro aggregazione verticale, allo stabilire cioè le regole per un intreccio di melodie ancorate ad una predeterminata progressione di suoni sovrapposti: gli accordi.

Nasce così l'armonia, una tecnica polifonica derivante dal contrappunto, ma con alcune varianti significative. Per certi versi siamo quasi in presenza di un ritorno all'antica monodia. Non è però una monodia allo stato puro, in quanto essa viene ora inserita in un contesto polifonico, diventando una monodia accompagnata (o armonizzata). 

Dall’intreccio di voci o parti distinte, ma tutte ugualmente importanti del contrappunto, si passa all’assoluto primato della melodia principale, generalmente la più acuta, che assume il ruolo di una vera e propria monodia, concentrando su di sè le migliori potenzialità espressive e dove il testo del canto ottiene maggiore comprensibilità.

Le melodie secondarie fanno invece da sfondo armonico, come supporto della melodia principale, organizzandosi in blocchi verticali di suoni simultanei, gli accordi. Solo la linea melodica più grave acquista un peso strutturalmente rilevante, svolgendo la funzione di fondamento in relazione diretta con la voce principale.

La successione e la concatenazione degli accordi è ancora implicitamente legata a come devono muoversi le melodie nel loro intrecciarsi l'una  all'altra, ma siamo comunque in presenza di una trasformazione, di una semplificazione delle regole contrappuntistiche, non del loro completo abbandono.

Per un primo approccio teorico sull'armonia e gli accordi vedi/scarica APPUNTI di ARMONIA