STORIA / periodo romantico

La musica di buona parte del XIX sec. (1830-1870 circa) è profondamente segnata dai valori del Romanticismo, qui riconducibili a tre ordini di pensiero, a cui fanno poi capo una serie di ideali fondamentali anche in campo musicale:

  1. il sentimento, ritenuto il vero e proprio "motore" di ogni agire umano e quindi con esso il fascino per ciò che è irrazionale, emotivo, fantastico, misterioso, oscuro;
  2. la libertà che caratterizza la felice stagione dell'infanzia, ma che sarebbe anche lo scopo dell'eroe, del virtuoso, aspirazione di ogni individuo;
  3. il senso di appartenenza, ciò che ci fa sentire parte di una patria-nazione, di un popolo con i suoi miti, le sue leggende, la sua storia e le sue tradizioni.

Non dobbiamo inoltre dimenticare il contesto sociale del periodo, quello in cui la borghesia conquista un sempre più ampio spazio di potere politico ed economico a scapito dell'aristocrazia.

Sarà proprio sulla traccia di questi valori che verranno qui esposte le tematiche, l'evoluzione linguistica e formale delle opere e le maggiori personalità della musica romantica del XIX secolo.

L’EVOLUZIONE MUSICALE ROMANTICA  vedi mappa di riferimento

Il movimento romantico trova nella musica un mezzo espressivo fondamentale, quello capace di "raccontare" in modo più efficace, pur non usando parole, né segni né "corpo", i sentimenti e le sensazioni più profonde dell’animo umano. Questa supremazia dell’arte dei suoni va per molti a indicare l’800 come «il secolo d’oro della musica».

All’artista romantico ciò che più interessa è la possibilità di esprimere liberamente con la sua creazione le emozioni, i sentimenti le fantasie più intime, generando musiche basate sia su travolgenti passioni che su delicate fantasie, sia su nostalgie struggenti che su allegrie sfrenate, sia sull’amore per la natura che sull’attrazione verso il magico.

Il desiderio di rappresentare fedelmente il proprio mondo interiore porta così il compositore a creare brani ricchi di contrasti in cui riscontriamo forti sbalzi di intensità, cambi di ritmo e di velocità e nette contrapposizioni di colori timbrici, di umori e caratteri emotivi.

Il bisogno di libertà porta ad un superamento della compostezza razionale delle forme tanto care ai musicisti del '700. La musica è così lingua originale della natura e, come sosteneva Mendelssohn, “può comunicare ciò che le parole non possono dire: l’inesprimibile”. Le principali tendenze linguistiche della musica romantica sono così riassumibili:

  • LA MELODIA  presenta sempre un inconfondibile calore espressivo, è il più possibile cantabile, appassionata, semplice e molto vicina alla tradizione della musica popolare;
     
  • LA DINAMICA (l’intensità sonora) si dilata comprendendo una gamma più ampia di sfumature dinamiche, sfruttanoo i livelli estremi (pianissimo a fortissimo) e i cambiamenti graduali di intensità;
     
  • IL RITMO si articola in una più amplia gamma dei tempi musicali, aquisendo sia la varietà delle tradizioni popolari sia sfruttano i livelli estremi di velocità e sovrapposizioni ritmiche;
     
  • IL TIMBRO di ogni strumento diventa elemento espressivo centrale, una ulteriore risorsa per sperimentare “colori” da contrapporre, accostare e mescolare sulla tavolozza del compositore;
     
  • LA FORMA si “libera” in parte dagli schemi predefiniti, privilegia una musica a programma volta, come il poema sinfonico, alla descrizione sonora di idee extra-musicali: un paesaggio, un personaggio, un affetto, un simbolo;
     
  • IL VIRTUOSISMO, ossia la capacità di scrivere e interpretare musiche particolarmente complicate, esprime una volontà di sbalordire e mettere in prima luce l’individuo superiore, il genio, “l’eroe”;
     
  • L’ARMONIA sviluppa accostamenti, intrecci melodici e sequenze di accordi sempre più ardite, con modulazioni a tonalità e scale meno affini tra loro, verso l’erosione di un centro tonale stabile;
     
  • LE TEMATICHE proposte nel melodramma, esaurendo in parte l’esperienza dell’opera buffa, riprendono ora miti, storie e tradizioni popolari, consolidando il sorgere delle "scuole nazionali".