FORME / forme libere

Nel romanticismo (XIX secolo) i compositori sentono il bisogno di andarre oltre le strutture formali che avevano caratterizzato la musica del periodo classico. Nascono così nuove forme musicali “libere”, completamente svincolate da schemi e architetture "discorsive" prestabilite.

Il compositore romantico vuole soprattutto esprimere la sua realtà umana, fatta di sentimenti, speranze e ideali, senza "gabbie" che limitino la propria creatività. Le principali composizioni romantiche in forma libera sono: l’improvviso, la fantasia, il notturno, il foglio d’album e la rapsodia. Ascoltiamo l'esempio dell'Improvviso n.3 op.90 di Franz Schubert.

Composti nell'ultimo periodo della sua vita Schubert dimostra, con i quattro brevi Immprovvisi di questa sua opera n.90, come con poche "pennellate" il pianoforte possa esprimere una sensazione, uno stato d'animo o un pensiero fugace.

In questo modo egli, in linea con gli ideali romantici dell'epoca, esprime l'irrazionalità del suo momento emotivo in un'opera d'arte viva, fresca e sincera.

Nei quattro Improvvisi dell'op. 90 (1827) si coglie così lo Schubert musicista e poeta dotato di una straordinaria creatività in continuo e imprevedibile rinnovamento.

Sono brani che rispecchiano l'impulso compositivo più immediato di Schubert, sono schizzi pianistici senza alcuna pretesa descrittiva, che vivono di idee musicali libere da ogni struttura predefinita.

In particolare questo suo terzo, in sol bemolle maggiore, emana un penetrante profumo romantico, con le melodie e le armonie delle tipiche romanze senza parole.