STORIA / tra XIX e XX secolo

Dopo i moti del 1848 gli ideali romantici e rivoluzionari cominciano a perdere la loro forza, si riprende a pensare che la gestione politica ed economica di una nazione deve fondarsi su una rinnovata visione reale e razionale del mondo.

Il capitalismo pone l'alta borghesia ai vertici dell'economia in Europa. La seconda rivoluzione industriale accelera i ritmi della ricerca scientifica, di nuove invenzioni. Il metodo scientifico viene ritenuto valido anche per risolvere le questioni sociali.

L’atteggiamento mentale che domina il periodo è dunque ottimistico, positivo e positivismo è il nome della filosofia di fondo che caratterizza questo periodo.

A questo ottimismo borghese, si contrappone il marxismo, che studia i problemi con la stessa metodologia scientifica, trovando però soluzione e giustizia sociale nella lotta di classe del proletariaro contro capitalismo e borghesia.

L'EVOLUZIONE MUSICALE  

Dalla seconda metà del XIX sec., con l'affermarsi delle unità nazionali, aumenta l’interesse dei musicisti per le tradizioni del proprio Paese. Ciò avvenne soprattutto là dove si era rimasti ai margini della musica "colta" europea: i Paesi dell’Est e del Nord Europa, la Spagna, gli Stati cioè dove si consolidarono le cosiddette scuole nazionali

L'affermarsi delle scuole nazionali è meno evidente nei paesi di più antica cultura musicale, come nella Germania di Wagner, dove prevalgono le forme strumentalI, o come in Francia e in Italia, dove si sviluppa invece un melodramma legato alle correnti letterarie del naturalismo francese e del verismo italiano. (vedi mappa Tra '800 e '900)

Tuttavia tutta questa musica rimane pur sempre legata alle ormai secolari regole della musica colta europea. Si comincia allora ad avvertire la necessità di sviluppare nuove regole, nuovi percorsi espressivi, soprattutto nell'ambito delle composizioni strumentali. Nascono così i primi tentativi per definire un linguaggio musicale nuovo.

Alla fine dell’800 naturalismo e verismo appaiono superati da nuove correnti artistiche, principalmente "confinate" in due grandi capitali europee: Parigi e Vienna, le città in cui i più innovativi artisti e scrittori possono scambiarsi le proprie idee, esperienze e opinioni.

Inevitabilmente anche il rinnovamento musicale trova spazio proprio in queste due centri, dove vivono i due compositori che, negli tra '800 e '900, anticipano così i radicali cambiamenti della musica del 'XX secolo: il francese Claude Debussy (1862-1918), qui a sx, e il boemo Gustav Mahler (1860-1911) qui a dx.

CLAUDE DEBUSSY (1862 - 1918)

Figura geniale di innovatore, il compositore francese Claude Debussy rivoluziona l'armonia, il ritmo, la sonorità e la forma della musica di fine XIX secolo. Frequentatore di circoli letterari e artistici parigini, è influenzato dal movimento simbolista francese e condivise con gli impressionisti l'attenzione per la natura.

​In Germania, a Bayreuth, ascolta e assiste ammirato alle novità musicali introdotte da Richard Wagner nelle sue opere totali, ma lo attraggono anche le sonorità del gamelan, una orchestra di strumenti a percussione indonesiani, che egli ascolta per la prima volta all'Esposizione Universale di Parigi del 1889.

E' affascinato dallo stile pittorico impressionista e cerca di trasferirlo in musica, modificando le regole della composizione. Alla scala musicale tradizionale, quella di sette suoni disposti per toni e semitoni secondo un preciso ordine gerarchico, Debussy preferisce la scala esatonale.

Una scala di sei suoni in cui, eliminando gli intervalli di semitono, ogni suono si trova alla stessa distanza di un tono da quello vicino. In questo modo gli sviluppi tematici, sostenuti anche da ritmi irregolari e impasti timbrici delicati o evanescenti, risultano imprevedibili.

Egli ottiene così sonorità e atmosfere vaghe, che ricordano quelle della musica orientale e, al tempo stesso, danno un senso di sospensione, come se una melodia, in assenza di un chiaro centro tonale, non fosse mai conclusa.

Negli anni Novanta Debussy è profondamente attratto dal simbolismo, movimento letterario di fine '800 attento agli aspetti più misteriosi della realtà, alla dimensione del sogno, alla musicalità della parola.

Un esempio di questo avvicinamento è il Prélude à l'après-midi d'un faune per orchestra (1894), ispirato a una poesia di Stéphane Mallarmé. Il brano evoca i sentimenti di un fauno che, in un caldo pomeriggio, si abbandona a fantasie amorose. Sentiamo come l'atmosfera di sogno del poema di Mallarmé viene musicata da Debussy.

Con Syrinx (1913) per flauto solo, Debussy si ispira invece al mito del dio Pan innamorato della ninfa Siringa. Questa per sfuggire alle mire di Pan si getta in un canneto trasformandosi per aiuto divino in una canna. Pan, preso dallo sconforto, taglia la canna e la divide in vari pezzi, creando lo strumento a fiato detto flauto di Pan o siringa.

GUSTAV MAHLER (1860 - 1911)

Sensibile interprete di un mondo in crisi e prossimo alla dissoluzione, quello dell'impero asburgico, Mahler vive e lavora a Vienna, città nella quale egli rielabora la tradizione sinfonica tedesca portandola a uno sviluppo estremo, dal quale prenderanno poi spunto le nuove tendenze musicali del Novecento.

In vita egli raggiunse una fama straordinaria come direttore d'orchestra, mentre come compositore fu all'epoca meno capito e apprezzato, tanto che il suo contributo al rinnovamento della musica fu riconosciuto solo dopo il secondo conflitto mondiale.

Mahler compose dieci sinfonie (di cui l'ultima incompiuta), che sono il nucleo centrale di una produzione caratterizzate da una ricerca timbrica innovativa, da una dilatazione fino a dimensioni insolite dei loro movimenti, della loro durata e dell'organico strumentale impiegato.

A eccezione della Quinta, Sesta e Settima esclusivamente strumentali, le sinfonie di Mahler includono infatti l'intervento di voci soliste o corali, rivelando apertamente il loro carattere tipicamente romantico di una musica a programma.

In questo modo egli conferma l'idea di Wagner per cui "la parola è il veicolo dell'idea musicale", facendola rivivere nei testi letterari e nelle immagini figurate a cui lega il suo messaggio e programma musicale.

Ispirate da un oscuro e sofferto pessimismo di fondo, le sue sinfonie comunicano così una visione ironica e amara della vita, alla quale si contrappongono momenti di intima e delicata malinconia, quasi un canto di speranza.

Ed è proprio nelle sue sinfonie che si ricompone l'esasperata ed estrema personalità romantica di Mahler. Una esasperazione che raggiunge il vertice della potenza sonora nella sua Ottava sinfonia, la cosiddetta Sinfonia dei Mille per l'eccezionale organico in cui un'immensa orchestra viene contrapposta a un doppio coro.

Sempre all'interno della sua personalità tormentata possono peraltro convivere in Mahler momenti di grande lirismo e serena malinconia, quel canto di speranza di cui si è già detto sopra. Il famosissimo Adagietto della sua Quinta sinfonia che possiamo ascoltare qui di seguito ne è forse l'esempio più significativo.

Altri esempi che possono contribuire a illustrare la complessa e innovativa personalità musicale di Mahler sono visibili, con le relative note informative sul brani, nelle schede di approfondimento presentate qui di seguito.